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Serata di gusto per il Trittico all’Opera di Roma

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Serata di gusto per il Trittico all’Opera di Roma

ROMA. 3 APR. Una serata di rango quella presentata venerdì 31 marzo sul palcoscenico del Teatro dell’Opera di Roma che prevedeva tre nomi di fama, tre coreografi geniali, scelti dalla direzione artistica insieme alla direttrice del ballo Eleonora Abbagnato per questa stagione.

Robbins Preljocaj Ekman hanno messo alla prova il corpo di ballo romano, che oramai si dimostra non solo pronto, ma preparato a tutti i generi di danza. E così il pubblico ha potuto apprezzare e divertirsi in   The Concert di Robbin, un coeografia datata 1956 su musica di Frédéric Chopin, che sicuramente non dimostra gli anni che ha per la sua  freschezza, ironia ed intelligenza. Primi ballerini, Solisti e Corpo di Ballo dell’Opera di Roma hanno offerto un’esecuzione ineccepibile tanto dal punto tecnico che interpretativo, ragalando attimi di ilarità garbata dietro alle note splendidamente eseguite dalla pianista Enrica Riggiero, anche lei spiritosa dal primo momento in cui si è seduta alla tastiera. Graziosissima ed accattivante Rebecca Bianchi, seducente con spirito nei suoi giochi sulle punte tra le sedie che si spostano qua e là sul palco. Farfallina spensierata e felice che fa innamorare tutti quelli che le passano accanto.

Ritroviamo la Bianchi accanto ad Eleonora Abbagnato in Annonciation di Preljocaj che certamente si discosta totalmente dai toni ironici di Concert per affrontare un tema religioso delicatissimo, quello dell’annunicio di una maternità non compresa e accettata con turbamento senza potersi ribellare.

Lo splendido balletto ideato dal coreografo franco albanese è uno dei passi a due più intensi della storia della danza e ricordando l’emozionante esecuzione di Julie Bour e Claudia De Smet (la quale per altro ha curato la ripresa del balletto a Roma) è un po’ difficile qui ritrovare quel coinvolgimento dovuto alla scelta perfetta di Preljocaj  delle due prime protagoniste, perfette nella tecnica e nei fisici adatti per essere tanto Maria quanto l’Arcangelo Gabriele. Poco curato anche  l’effetto luce che non ha certo esaltato l’atmosfera richiesta dalla situazione.

A chiudere la serata Cacti di Alexander Ekman che riporta l’intero corpo di ballo sulla scena con quattro musicisti sul palco, il Quartetto Sincronie (un quartetto d’archi). Tutti insieme, a un ritmo accelerato, dove oltre la musica vi è un parlato registrato, i ballerini creano un’allegra parodia degli eccessi nella danza contemporanea correndo, cadendo, salendo e scendendo da padane che costituiscono parte integrante del loro agire se non del loro essere. Qui si gioca e ci si diverte regalando al pubblico un balletto è ben riuscito. Bravi e brillanti i due solisti Annalisa Cianci e Claudio Cocino . E in questo caso ottimo anche l’effetto luci che ha esaltato al meglio la frizzante coreografia di Ekman.

Lo spettacolo resterà in scena fino a sabato 8 aprile.

FRANCESCA CAMPONERO