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Scoperta casa d’appuntamenti gestita da una donna cinese

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Scoperta ieri una casa d’appuntamenti in Via Casilina. Le tariffe, stabilite dalla maitresse, variavano a seconda del grado di intimità e di attenzioni che i clienti avrebbero dovuto ricevere, tuttavia, i soldi – come ha riferito agli agenti la vittima– andavano alla sua sfruttatrice, che la faceva lavorare dalle nove della mattina fino alla  sera, provvedendo solo al suo sostentamento.

Vittima della vicenda, una donna di trentasei anni originaria della Repubblica Popolare Cinese, arrivata in Italia nel mese di agosto, con la promessa fattale da una sua connazionale di trovarle un lavoro.

Una intensa attività investigativa, partita dagli annunci pubblicati on-line e su un quotidiano, ha portato gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Casilino, diretto da Michele Peloso, a concentrarsi, mediante servizi di osservazione e appostamenti, su di un appartamento in via Casilina.

Il rilevante andirivieni di uomini ha confermato i sospetti degli agenti e li ha indotti a fare irruzione nell’abitazione dove, oltre alla vittima, c’era anche la sua sfruttatrice.

Sequestrati telefoni utilizzati per organizzare l’attività, 160 euro in contanti oltre a diverse confezioni di preservativi.

Al termine dell’operazione, W.J. è stata arrestata per sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento della immigrazione clandestina.