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Cristiano Godano ed il mood introspettivo

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Cristiano Godano, frontman dei Marlene Kuntz insieme al giornalista Federico Guglielmi.

Ti guarda dritto negli occhi, Cristiano Godano (Fossano, 21 novembre 1966), dall’intensità del suo sguardo ceruleo, mentre canta e suona completamente solo in versione acustica. Godano, affermatissimo artista della scena del noise rock insieme ai suoi talentuosi Marlene Kuntz (Cristiano Godano, Riccardo Tesio, Luca Bergia)  che in molti amiamo alla follia, ultimamente si esibisce secondo un mood introspettivo,sciorinato in eventi dal titolo Parole e Musica, dove non si limita ad interpretare le proprie canzoni ma, accompagnato da un moderatore, denuda molta della sua anima letteraria. D’altronde ricorderete il primo libro di Godano, raccolta di racconti dal titolo “I vivi”, edito da Rizzoli nel 2008.

Così lo abbiamo visto esibirsi in data 10 novembre nel suo nativo Piemonte, per l’esattezza a Neive in provincia di Cuneo presso il CitaBiunda Birrificio IndiePendente, nell’evento moderato da Enrico M. Di Palma, poi il 2 dicembre finalmente a Roma, presso lo Sparwasser, Circolo Arci di Roma est, che porta il nome del celebre allenatore e calciatore della Germania est, Jurgen Sparwasser.

Il locale è piccolo, ma non angusto e davvero molto accogliente. L’iniziativa artistica è moderata dal giornalista e critico musicale Federico Guglielmi, ex Mucchio Selvaggio, coordinato da Riccardo De Stefano, direttore della freepress cartacea ExitWell.

Si racconta a lungo Cristiano, scrutando intensamente i singoli volti dell’allegro pubblico romano che ha innanzi a sé. Qualcuno di solito lo etichetta con l’epiteto di “snob”, eppure di fronte al pubblico c’è un uomo umile che testimonia di come da universitario facesse il pendolare Cuneo/Torino per frequentare la facoltà di Economia e Commercio e di come, per poco, non abbia rischiato di svolgere la professione di commercialista, senza nulla togliere al citato mestiere. Di fronte al pubblico c’è un uomo semplice che al contempo è un vero artista dalla raffinata bellezza intellettuale.

In effetti, ciò che lo contraddistingue dai colleghi della medesima generazione che si sono contemporaneamente affermati sulla scena del Rock italiano, è la sofisticata ricerca dei versi delle canzoni targate Marlene Kuntz che si è andata affinando sempre più nel tempo.

Cristiano nell’evento presso lo Sparwasser afferma che secondo lui, nonostante i testi di Bob Dylan occorra effettuare un distinguo tra una lirica ed un testo per una canzone; che serva effettuare una commistione tra spontaneità emotiva e l’elemento razionale della tecnica. Ad ogni modo lui intende offrire evidentemente la “Bellezza” di cui parla in una sua celeberrima canzone. Lavora costantemente con il dizionario accanto, come ciascuno scrittore che si rispetti e non nasconde il suo amore per Leonard CohenNick Cave, che cita più volte.             

Quando inizia a suonare il primo brano, la suadente “Notte” dall’album “Senza Peso”(2003), in versione acustica e con una voce profonda come gli abissi, potremmo dire che non si differenzia molto dagli artisti internazionali appena menzionati. Che la lingua inglese conduca un pò più lontano, ahimè è un dato oggettivo. Ma il nostro bell’italiano performato dai Marlene Kuntz non è da meno. Godano con i Marlene Kuntz rappresenta senz’altro un robusto esempio di rock dall’anima cantautorale. Se i fans d’oltremanica e d’oltreoceano dedicassero qualche ora alla traduzione dall’italiano all’inglese dei loro testi, ne resterebbero abbagliati.

La più intensa performance è stata l’interpretazione della canzone “Osja, amore mio” dall’album “Nella Tua Luce”(2013), dedicata al letterato e poeta russo, Osip Emil’evic Mandel’stam, vista secondo lo sguardo della moglie pittrice e scrittrice Nadezka Jakovlevna Mandel’stam. Chi fosse avvezzo alla cultura russa, sa come i poeti dell’Acmeismo, di cui Osip è stato il fondatore, siano statì perseguitati dal regime di Stalin, in parte per la loro avversione alle posizioni staliniane, in parte per la loro ricerca estetica priva di riferimenti politici nelle loro opere. E l’omaggio di Godano ad Osja e Nadija è davvero struggente “Nell’orrore dove sei?…”. Ed ascoltarla in versione acustica è stato commovente.

Chiaramente l’ultima serata tenutasi di Parole e Musica, nel sottofondo di un pubblico appassionato ma un pò indisciplinato, non poteva non chiudersi che con la richiestissima ballata “Nuotando nell’aria” 

Malinconico lasciare Cristiano Godano, perché la sua voce e il suo stesso modo di porsi sono talmente densi di pathos che lo ascolteresti fino al cuore della notte e certamente sempre nei momenti cruciali dell’esistenza, per trovare una “Camera con vista” sulla Bellezza.

Romina De Simone.