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Convegno I Paesaggi Benedettini nel Lazio: fede, paesaggio e innovazione culturale

Convegno I Paesaggi Benedettini nel Lazio: fede, paesaggio e innovazione culturale
Convegno I Paesaggi Benedettini nel Lazio

Dal 25 al 28 novembre 2025 un percorso tra Roma, Subiaco, Montecassino e Farfa per esplorare l’eredità benedettina e il suo ruolo nello sviluppo territoriale

Nel cuore del Lazio, tra colline, boschi e antiche abbazie, prende vita un’iniziativa culturale di ampio respiro: dal 25 al 28 novembre 2025 si terrà il convegno internazionale “I Paesaggi Benedettini: Territorio, Patrimonio Culturale e Spiritualità”, promosso dal Centro di Eccellenza DTC Lazio nell’ambito del Progetto CHANGES, con il sostegno del Ministero della Cultura, delle università laziali (Tor Vergata, Sapienza, Roma Tre, Tuscia, Cassino) e di istituzioni religiose e accademiche.

Un’eredità monastica che ha trasformato il paesaggio

I paesaggi benedettini del Lazio sono il frutto di una storia millenaria: fin da San Benedetto da Norcia (480-547) e dai suoi discepoli, la spiritualità monastica ha modellato la natura e il territorio. La Regola di “Ora et labora” non era solo un principio spirituale, ma un vero e proprio progetto civile: i monaci bonificarono terre, costruirono abbazie e chiostri e fondarono comunità rurali che ancora oggi testimoniano quell’equilibrio tra uomo e ambiente. Il convegno vuol riflettere proprio su questo lascito culturale, mostrando come la spiritualità benedettina ha contribuito a plasmare i paesaggi dell’Italia centrale e a costruire una civiltà radicata nella memoria e nella terra.

Le tappe del convegno: un itinerario tra fede, cultura e paesaggio

L’incontro si apre a Roma, presso l’Università di Tor Vergata, con una riflessione storica e geografica sugli insediamenti benedettini e sul ruolo strategico dei monasteri nella configurazione del territorio europeo. Il secondo giorno si sposta a Subiaco, al Monastero di Santa Scolastica e al Sacro Speco, luoghi immersi nei Monti Simbruini: qui, moderati dall’abate Mauro Meacci e dalla direttrice Monica Di Gregorio, si discuterà di arte, spiritualità e architettura; inoltre, verranno presentate le nuove indagini del DTC Lazio e dell’INFN, tra cui lo studio sull’affresco di Petrus e un modello 3D della Cappella di San Gregorio, che ne permette l’esplorazione virtuale.

Il terzo giorno il convegno si sposta all’Abbazia di Montecassino, simbolo della spiritualità benedettina e della storia europea: i relatori affronteranno paesaggi simbolici e rappresentazioni architettoniche e culturali, oltre a presentare progetti tecnologici come MeMo (Memory of Montecassino) e MeMo ViAM, un museo virtuale che rende accessibile il patrimonio librario e artistico dell’abbazia. L’ultima tappa del 28 novembre si svolgerà all’Abbazia di Farfa, immersa nella riserva naturale Nazzano-Tevere-Farfa: la attenzione sarà rivolta al turismo culturale sostenibile, al cammino benedettino noto come “Via Benedicti” e ai nuovi modelli di governance partecipata dei territori.

Innovazione tecnologica al servizio della memoria

Uno dei punti centrali dell’evento è il rapporto tra patrimonio storico-spirituale e tecnologie digitali. Durante il convegno verranno presentati strumenti avanzati per la tutela e la conoscenza culturale: il gemello digitale della Cappella di San Gregorio (geo-digital twin), realizzato grazie alla rilevazione in 3D, che offre una replica virtuale dinamica e interattiva. Inoltre, il progetto MeMo ViAM consente di fruire in modo immersivo e accessibile i manoscritti e i tesori artistici dell’abbazia di Montecassino, proponendo una nuova esperienza museale, digitale e partecipata.

Altri interventi riguarderanno la diagnostica degli affreschi della Cappella sublacense, dove i ricercatori del DTC Lazio stanno analizzando tecniche pittoriche medievali; uno sguardo scientifico unito a quello storico-teologico per comprendere meglio l’interazione tra arte, spiritualità e spazio monastico.

La valorizzazione culturale come leva di sviluppo territoriale

Il convegno non è solo un’occasione di studio ma un motore di sviluppo per i territori coinvolti. Attraverso il dialogo tra comunità locali, istituzioni e tecnologi, l’iniziativa propone un modello di cultura come infrastruttura sostenibile: i monasteri benedettini diventano laboratori di innovazione, coesione sociale e rigenerazione paesaggistica. Come sottolinea Simone Bozzato, presidente del Centro di Eccellenza DTC Lazio, “la cultura tecnologica, quando nasce dal dialogo con i luoghi, può diventare una leva concreta di sviluppo”.

Inoltre, il tema della governance culturale è al centro del dibattito finale: nella tavola rotonda prevista a Farfa si discuterà di modelli partecipativi, partenariati pubblico-privato, turismo sostenibile e coinvolgimento delle comunità locali nella valorizzazione dei paesaggi benedettini.