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Alatri, palloncini bianchi e due colombe per Emanuele

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Alatri, palloncini bianchi e due colombe per Emanuele

FROSINONE. 2 APR. Ad Alatri decine di palloncini bianchi e due colombe sono stati fatti volare in cielo al passaggio del bianco feretro di Emanuele Morganti, il ragazzo massacrato nella notte tra venerdì e sabato.

C’era buona parte del paese a salutarlo dopo la messa con il grido, “ciao Emanuele”, seguito da un lunghissimo applauso.

Il rito funebre è stato celebrato nella chiesa di Tecchiena della Madonna del Rosario dal vescovo di Anagni-Alatri Lorenzo Loppa.

Il vescovo Lorenzo Loppa cominciando l’omelia ha detto: “Quella che si è abbattuta su Emanuele è stata una ferocia disumana, barbara e spietata”… “Tutti si staranno chiedendo – ha aggiunto – dov’eri Signore quando Emanuele veniva pestato? Il Signore risponde, ero in quel corpo martoriato, morivo lì un’altra volta”.

“Emanuele – ha detto Lucia, mamma di Emanuele parlando in chiesa, al termine del rito funebre – era un angioletto, ma che dico, era un caciarone pieno di vita che ci faceva sentire vivi ed ora a nome suo chiedo un applauso a chi è in chiesa e chi è fuori, è il nostro grazie insieme alla richiesta di ricordare Emanuele nelle nostre preghiere e di salvare i nostri ragazzi dalle inquietudini. Dio non lo ha chiamato perché cattivo ma lo ha solo ricevuto dalla cattiveria degli uomini. Lo ha accolto”.

Gli amici di Emanuele indossavano t-shirt bianche con un cuore al centro e la sua foto.

Accanto alla bara la mamma, il papà, il fratello e la sorella di Emanuele, oltre agli altri parenti. In molti sono venuti a Tecchiena dai paesi vicini.

Un’infinità di palloncini bianchi dalla chiesa fino alla casa di Emanuele Morganti. Così Tecchiena, la frazione di Alatri (Frosinone), ha acolto la salma del ventenne massacrato nella notte di venerdì.

Un corteo di amici e parenti ha scortato il carro funebre dalla chiesa della Madonna del Rosario nella casa dove viveva il ragazzo a Tecchiena, la frazione di Alatri con un’infinità di palloncini bianchi.

La bara, dopo una sosta di dieci minuti nella casa del giovane, è stata portata a spalla dagli amici fino alla chiesa, per circa 300 metri.

Gli amici si sono dati il cambio per trasportare il feretro seguito da un lungo corteo di persone in lacrime.

Sono tanti gli striscioni appesi attorno alla chiesa: ‘Nessuno muore mai completamente… rimarrai sempre vivo dentro di noi!’, ‘Vorrei solo averti di nuovo accanto, stringerti e dirti che la vita è un po’ meno complicata se ci sei tu con me’. In un altro striscione, ancora una foto di Emanuele sorridente e accanto la scritta ‘Il perdono lasciamolo a Dio… Per Emanuele solo giustizia’.

Il clima ad Alatri resta molto teso, con un aumento di controlli di polizia per prevenire eventuali episodi, come quelli che hanno portato le famiglie dei due fermati a lasciare la città. Corre ai ripari anche l’amministrazione comunale.

Il comandante della polizia locale ha emesso un’ordinanza con cui si rende il centro storico completamente pedonale dal venerdì alla domenica.

La decisione è stata presa in seguito al ‘notevole afflusso di cittadini, anche non residenti’, ‘fenomeno – si legge nell’ordinanza – fonte, spesso, di disordini e di nocumento alla normale circolazione stradale’.

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